Vediamo un po’ di partire dall’inizio…
Da quando ho ricordi ho sempre avuto la schiena storta.
Da bambino e in tutta la fase dell’adolescenza il mio problema è stato pesantemente trascurato. Non ho mai messo un busto (che probabilmente sarebbe riuscito a raddrizzarmi) ne fatto una visita medica specifica. Ed è sempre stato il mio desiderio più grande potermi vedere dritto e non cercare di nascondere il problema. Ho sempre provato un certo disagio nel stare con gli altri, ma ormai lo avevo accettato come parte della mia vita e ho sempre trascurato il problema… fino ad un anno e mezzo fa.
In quel periodo studiavo musica a Ferrara, ho sempre avuto il pallino di fare il musicista, e per realizzarmi professionalmente studiavo come un matto. Quel momento era stato particolarmente intenso, iniziavo ad avere i primi importanti riscontri professionali, e per questo motivo stavo letteralmente tutto il giorno sul mio strumento! Senza accorgermi che la situazione schiena iniziava ad aggravarsi giorno dopo giorno, la vita sedentaria che conducevo, e la totale assenza di esercizio fisico prolungata negli anni mi stavano letteralmente distruggendo. Forse sarei arrivato comunque a questo punto, anche con della ginnastica correttiva e posturale…ma chi può dirlo. Senza dubbio sarebbe stato giusto provare tutte le soluzioni possibili prima di arrivare all’intervento, ma ormai era troppo tardi!
Fatto sta, che il dolore aveva iniziato a farsi sentire di brutto! Avevo praticamente sempre mal di schiena… un dolore stranissimo, molto profondo e quasi invalidante. Diventavo nervoso… stare in piedi per più di venti minuti o anche camminare per lo stesso lasso di tempo era difficilissimo ed estenuante! Provavo sollievo solo nello stare a letto, ma anche li ci mettevo “due ore” a trovare una posizione comoda e quando mi risvegliavo avevo delle sensazioni di tensione anche nel respirare. Suonare era diventato uno sforzo, perché per studiare combattevo sempre contro il male. E’ evidente che non avrei potuto continuare così ancora per molto, ad un certo punto il mio corpo infatti ha deciso di ricordarmelo.
A gennaio 2012 mi ha preso una brutta tendinite alla mano destra.
Ho dovuto mollare tutto e iniziare un sacco di terapie per la mano, sono tornato a casa dai miei genitori e li, in quel periodo di inattività e anche di crisi personale, mi è venuto in mente di dare finalmente un’occhiata anche alla schiena. Di fare finalmente una visita specialistica. Non so se senza il problema alla mano sarei andato a farmi vedere, probabilmente avrei continuato a mascherare il tutto, a stringere i denti e restare sullo strumento per chissà quanto tempo ancora…
Ho fatto la prima visita specialistica ad inizio luglio 2012 dal dott. Fabris Monterumici a Treviso. Ho prenotato la visita privatamente per poter avere un po’ più di attenzioni e per poterla avere il prima possibile, non pensavo che il problema avesse una soluzione così pesante e contavo di riiniziare l’accademia a settembre.
Ricordo perfettamente ogni singola parola detta quel giorno tanto è stato lo shock! Nel consigliarmi l’intervento il dottore non ha neanche guardato le lastre. Mi ha fatto togliere la maglietta e, vista la schiena, mi ha detto che ero da operare! E’ stata una doccia fredda! Un operazione alla schiena è una cosa terribile… la schiena sostiene il nostro corpo, è qualcosa che ci sorregge e, sopratutto, al suo interno passa il midollo spinale! Una lesione al midollo ti fa restare in sedia a rotelle, o peggio ancora totalmente paralizzato… e mentre lui parlava della dinamica dell’operazione io mi spaventavo sempre di più!
Per quanto un ignorante in medicina come me può capire, quello che mi si prospettava era la fusione di alcune vertebre in un unica lunga vertebra. Per fare ciò sarebbero dovuti andare ad aggiustare le vertebre compromesse, tirare il tutto fino ad ottenere una schiena il più dritta possibile e riempire con frammenti di osso le intercapedini fra le vertebre aggiustate, in modo che col tempo le vertebre ed i frammenti si sarebbero fusi insieme, appunto in un’unica lunga vertebra.
Non basta però! La parte più paurosa arriva adesso! Dato che il tuo corpo ci mette del tempo a rigenerarsi e a riformare le ossa, non possono mica lasciarti così! Sennò al primo passo finiresti per collassare su te stesso… ecco che allora, per sostenerti mentre si forma la “grande vertebra” ti devono installare un’impalcatura di titanio per sorreggerti e permetterti di camminare durante questa fase molto delicata.
Per costruire l’impalcatura agganciano delle barre di titanio a delle viti a loro volta inserite nelle vertebre… il tutto, una volta avvenuta la fusione ossea, diventerebbe superfluo e sarebbe anche possibile una sua rimozione.
A tutto questo aggiunge che col tempo, senza operarmi, sarei sicuramente andato a peggiorare, che il passare degli anni avrebbe reso più difficile l’intervento, minore il grado di correzione e molto più lungo il tempo di recupero. E la decisione doveva essere mia… non c’era un pericolo di vita che rendesse obbligatorio l’intervento…ma era una scelta! Vuoi operarti o no?
Ok… ero andato li convinto che mi dicesse di mettere un busto, che mi si programmassero delle sedute di fisioterapia, magari del nuoto… ma una cosa del genere mi ha totalmente mandato su un altro pianeta!
Inizio a pensarci, ma la negazione dell’evidenza del problema, dovuta alla paura ed allo shock era troppo forte. Magari è quel chirurgo che non capisce un tubo! Poi non sto così male! Decido allora di fare un ulteriore visita e vado a Bologna, sempre per via privata, dal dott. Di Silvestre.
Idem! Neanche guarda le lastre e mi prospetta l’intervento! Stesse identiche parole per tutto quanto. La voglia di andare a sentire un terzo parere era tanta, ma pensandoci era più la necessita di trovare qualcuno che mi dicesse :” possiamo fare a meno di operare”.
Decido allora di fermarmi li e di iniziare a pensare.
(una delle uniche foto di profilo che ho trovato)
Il periodo in cui ho deciso di operarmi è stato assurdo!
Non mi ricordo un granché, è stato una specie di limbo. All’inizio non volevo a nessun costo operarmi, il mio era un no deciso. Avevo troppa paura dell’intervento! Cercavo di non notare tutti i dolori che avevo, di concentrarmi solo sui momenti in cui stavo bene per negare del tutto l’evidenza della totale necessità di questa operazione.
Poi non ricordo cosa è scattato. Fatto sta che ho iniziato a riflettere un po’ più a fondo e ho pensato a tante ragioni che mi hanno fatto capire tutti i buoni motivi per affrontare questa cosa. Alcune me le ricordo e ve le scrivo:
1) ho 26 anni e sto messo come un settantenne! Perché sì, alla fine il dolore e le limitazioni mi portavano a dover rinunciare a tantissime cose che fanno parte di questo periodo della vita. Infatti spesso, quando uscivo con gli amici, ad un certo punto della serata dovevo tornare a casa per buttarmi a letto e riposare. Anche solo andare ad un concerto era molto difficile e mi rovinavo ogni situazione dovendo pensare alla schiena!
2) il disagio nei confronti del mio corpo, ovvero l’estetica! Davvero, mi facevo schifo… è una parola un po’ forte, ma non ho voluto cambiarla perché è la prima che mi è venuta in mente. Ero sempre a disagio con gli altri ed in luoghi pubblici. Non parliamo poi di andare al mare o a fare sport! Ero sempre li a pensare alla schiena… pensare di poter essere “normale” è sempre stato un sogno bellissimo.
3) con gli anni sarei peggiorato. Questo non è da sottovalutare. Se già stavo male così, figuriamoci fra 5/6 anni! Che grado avrebbe raggiunto la curva? Ed il dolore? Come avrei fatto col lavoro se già suonare era diventato una sfida… come avrei fatto a pensare di fare un qualsiasi altro tipo di attività oltre la musica? Una futura famiglia?
4) grado di correzione, intervento e recupero che col passare del tempo sarebbero diventati più lunghi ed impegnativi. Ho pensato che più avrei lasciato passare il tempo e più ogni punto della lista si sarebbe ingrandito. Dolore, disagio, peggioramento, difficoltà dell’intervento sarebbero diventati sempre più rilevanti.
5) di vita ne ho una sola, e non voglio aver rimpianti! Sono sicuro che non affrontare questo intervento diventerebbe con gli anni il rimpianto più grande della mia vita…. mi sarei creato un sacco di se. Credo che i se siano le cose più brutte che una persona possa farsi. Non si può tornare indietro nel tempo e avere rimpianti è una cosa che non è mai stata parte del mio carattere.
6) essere felice. Ho pensato, sono felice così? No! Sarei felice se non avessi più dolore ed avessi una schiena dritta? Sì! … mmm questo è molto indicativo 
Purtroppo non ho pensato solo ai pro ma anche ai contro. Me ne ricordo due in particolare
1) paura fottuta di tutto! Non riesco a descrivere questo punto… non ci sono parole. Forse l’unica cosa che posso dire per spiegarlo è : cadere in un burrone infinito!
2) se qualcosa va storto resto paralizzato!
Ho cercato di affrontare questo punto nel modo più razionale possibile. I chirurghi mi hanno informato di tutte le possibili complicanze che possono avvenire durante quest’intervento, fra cui la paralisi dovuta alla lesione del midollo.
Ho chiesto allora maggiori delucidazioni, e mi è stato detto che, statisticamente parlando, nel 2% dei casi operati succede qualcosa di non usuale. Il che non vuol dire che il 2% delle persone operate resta paralizzato. All’interno di questo 2% ci sono tutte le complicanze possibili, la maggior parte delle quali comportano come conseguenza solo una permanenza più lunga in ospedale! Ad esempio febbre prolungata o infezioni cutanee.
Inoltre il campione di persone da cui è estratta questa statistica, non comprende solo persone di 26 anni sane. Comprende anche tanti casi molto più difficili e particolari del mio. Magari gente che ha avuto incidenti in auto, persone anziane, persone non in piena salute e casi limite. Un’ ultima cosa, i chirurghi da cui sono andato hanno sulle spalle più di un migliaio di interventi. In Italia abbiamo fra i migliori professionisti al mondo in questo campo. Questa cosa deve dare molta fiducia, il loro parere è fondamentale! Se consigliano l’operazione è perché sono sicuri di farti star meglio.
Tutto questo ragionamento è sensato, ma sinceramente non è che mi ha tranquillizzato un granché.
Comunque il buon senso alla fine ha prevalso sull’emotività e sulla paura e ho deciso di operarmi!
Ok, andiamo un po’ a raccontare cosa ho fatto nel periodo prima di operarmi.
Ho scelto di fare l’operazione a Padova, dal dott. Fabris Monterumici, perché è stato il chirurgo che umanamente mi ha colpito di più. Poi Padova è molto più vicino a casa mia e le liste d’attesa erano molto più brevi. Addirittura la data dell’intervento sarebbe stata fissata a fine estate e io volevo fare tutto il più velocemente possibile, perché mi pareva di impazzire!
Vediamo un po’ cosa ho fatto nel periodo che va da luglio a novembre 2012.
La prima cosa è stata smettere di fumare. Devo fare un operazione di massima chirurgia ortopedica e fumo pure? Direi che non ha molto senso no? Che senso ha essere agitati per l’operazione se poi col nostro comportamento andiamo ad aumentare le probabilità di complicanze? Alla fine smettere di fumare non è poi così difficile, basta solo non fumare più
. Non bisogna prepararsi anni, studiare, allenarsi o competere con qualcuno. Basta solo non accendere più una sigaretta…
La seconda cosa è stata tenere la testa il più occupata possibile. Ho fatto tantissimo sport, in particolare bicicletta e corsa. Andavo a correre praticamente ogni giorno. Mi ha sempre fatto schifo correre, ma davvero ti libera la testa in un modo incredibile. Alla fine è diventato una droga. Correvo sia per non pensare a tutto quanto che per rinforzare il mio fisico. Avrei dovuto passare mesi di inattività, e lo stress delle ore di sala operatoria si sarebbe fatto sentire di brutto, cerchiamo allora di arrivare al top della forma fisica no? Sarà senz’altro di grande aiuto!
Rapportarmi con gli altri in questo periodo è stato molto difficile. Avevo solo una cosa intesta, una data che si avvicinava inesorabile. Non riuscivo a farmi scorrere la vita come fa una persona normale e non sopportavo il mondo intorno a me che riusciva a guardare al domani. Forse questo è stato il punto più difficile di questo periodo. La sensazione che nessuno ti caghi. E’ normale alla fine, ma in questo periodo per me il mondo sì era fermato. Continuava a girare ma io ero immobile e non capivo com’era possibile. Mah! Questo è stato davvero difficile!
Allora, il tempo intanto se ne frega e passa. Mi chiamano dall’ospedale e mi danno una data: il 7 novembre! Yeah!
Mi prescrivono degli esami, in ordine erano
1) Elettrocardiogramma
2) Esami del sangue
3) Raggi alla colonna
e mi avvisano che un mese prima dell’intervento sarei dovuto andare a fare delle auto donazioni. Di solito prelevano 3 sacche da 300 cl nel caso ci fosse bisogno di una trasfusione per le perdite di sangue una volta sotto i ferri. Io ho dato solo 2 sacche però, perché mi sto antipatico! Hahaha no dai, ne ho date solo 2 perché ormai l’intervento era vicino, ed era meglio arrivarci con una sacca in meno ma con più sangue in corpo. Inoltre avevo i livelli di ferro molto bassi e mi han dato dei pastiglioni per reintegrarlo.
Non c’è nient’altro da dire credo. L’unico consiglio che mi sento di darvi è di cercare di tenere la testa occupata. Muoversi, andare a fare passeggiate, correre, stare fuori di casa il più possibile. Anche se non avete voglia cercate di farlo, aiuta davvero tantissimo!
Ed eccoci qui!
Sono entrato in ospedale il giorno prima dell’operazione. Non c’è tanto da dire su quel giorno, ero agitatissimo e ho dimenticato a casa il tesserino sanitario! Hahaha epico! Le infermiere mi avrebbero volentieri ucciso 
Comunque, ho fatto esami del sangue, consegnato le lastre e aspettato…nient’altro. A sì, ti fanno un clisterone per pulire l’intestino e da lì non puoi più mangiare. Alla sera un brodino e via a letto.
A letto? Quella sera non ho chiuso occhio… dormivo massimo quindici minuti e mi svegliavo, guardavo l’orologio e pensavo quanto mi restava prima dell’operazione. Un’ansia infinita davvero.
La mattina ero il primo. Sveglia alle sei e doccia con un disinfettante. Poi mi vesto con un camice aperto dietro e delle calze lunghe che stringono tutta la gamba. Servono ad evitare trombosi o ristagni di sangue. Le calze mi faranno compagnia per un paio di mesi.
Vado in stanza e aspetto la chiamata. Mi chiamano e vado giù verso la sala operatoria. Lì mi fanno sdraiare su un lettino, vedo l’anestesista. Una dottoressa gentilissima che mi dice due belle parole e mi tranquillizza un po’.
Mi portano nella “pre sala operatoria”. Riesco a tranquillizzarmi nel vedere quanto tecnologico è quel posto. Hanno un sacco di macchine tipo C.S.I. e roba del genere, pensare che è la tutto per me mi da un sacco di sicurezza.
Vedo tanti infermieri, in particolare ne ricordo due. Una ragazza che avrà avuto la mia età e Marcello. Sono stati eccezionali! Mi sono stati vicinissimi e Marcello, dopo un paio di giorni, è anche venuto a trovarmi in reparto!
Comunque, mi fanno un paio di buchi e mi attaccano due “cannucce” alle braccia. Poi mi fanno respirare da una mascherina, mi dicono che quella non è l’anestesia, ma un gas che ti tranquillizza un po’… beh, dopo una boccata di quella cosa la mia concezione del mondo è cambiata! Una vera e propria figata! Tutto quanto, anche l’operazione era diventata una figata… tant’è che ho chiesto all’infermiera se me ne potevano dare un po’ da portare a casa hahaha!
Poi mi sono svegliato… non ricordo nulla, ne di quando mi sono addormentato, ne dell’intervento.
Mi ricordo di essermi svegliato e di essere stato felice. Mi dicono che mi devono portare in terapia intensiva perché ho perso un po’ troppo sangue e mi vogliono tenere sotto controllo. In ambulanza, ero ancora sotto l’effetto dell’anestesia, non avevo il minimo dolore ed ero stra rintontito. Il tempo passa in modo strano ed è tutto un po’ amalgamato, difficile da raccontare.
Tante persone che ho sentito mi dicono che la loro paura più grande è quella di svegliarsi durante l’intervento. Di non essere addormentate del tutto o cose del genere. State tranquilli, non può succedere, siete costantemente monitorati e davvero non vi accorgerete di nulla! Passa tutto in un lampo!
Andiamo adesso al post operazione!
Ta daaaa!!! Pian pianino inizio a riprendere conoscenza.
Vi avviso che tutto quello che scrivo riguarda la mia esperienza. Sentendomi con tante persone ho potuto constatare che ogni caso è diverso. C’è chi si riprende prima, chi più lentamente, chi ha più dolore chi meno ecc ecc… Ho conosciuto gente che dopo un mese andava già in bicicletta!!!!
Devo dirvi che il periodo in ospedale per me è stato davvero duro.
Ho passato i primi due giorni in terapia intensiva. Sono stati tutti fantastici! Medici e infermieri lavoravano il giorno e la notte come matti ed erano sempre disponibili e attrezzati per ogni cosa. Non ho patito particolare dolore perché mi imbottivano un po’ di tutto. Ricordo solo di aver avuto una sete davvero pazzesca! Nei primi tre giorni dal risveglio non puoi ne mangiare ne bere, ti nutrono e ti idratano tramite flebo. Una sete come non avevo mai provato in vita mia! Ricorderò per sempre un’infermiera che mi ha portato un po’ di ghiaccio… l’ho amata! Non ti fanno bere perché hai ancora l’anestesia in corpo ed introdurre qualcosa nello stomaco potrebbe far vomitare. In quelle condizioni non è proprio il caso, anche perché non puoi ne alzarti ne metterti seduto, ne stare su un fianco. In questi giorni immobilità totale! Si può stare solo in posizione supina.
Dopo due giorni mi hanno portato in reparto. Li ho iniziato a sentire ogni cosa!
Il dolore era davvero intenso e non aspettavo altro mi facessero la morfina che, anche se non faceva passare il male, riusciva a rilassarmi un po’ e mi permetteva di riuscire a dormire almeno un oretta. Stare sdraiato a pancia in su era insopportabile perché non era uno stare sdraiato comodo! Pareva di stare sopra delle costruzioni di lego, di avere un pezzo di legno incollato alla schiena. Mi sembrava che il collo si rompesse in due e qualsiasi cosa era scomoda. Inoltre avevo un male alla spalla ed al petto fortissimi. Non riuscivo ad alzare quasi la mano destra dal dolore. Tutto questo lo provavo dovendo stare immobile a letto mattina, pomeriggio, sera e notte per un bel po’!
Dopo quattro giorni in questa situazione mi fanno un clistere per liberare il corpo dall’anestesia, mi tolgono il drenaggio alla schiena (un lungo tubicino per scolare i residui di sangue) e mi permettono di stare sul fianco. Stare sul fianco dava un po’ di sollievo. Mettevo un cuscino dietro la schiena, in modo da appoggiarmici, e uno in mezzo alle gambe. Non so bene perché ma mi faceva stare più comodo. Posso mangiare e bere… Yuppy!! Sempre e solo da sdraiato… Doh!
Il quinto giorno provano a mettermi seduto, ma il dolore alla spalla è lancinante e non ci riescono. Aspetto ancora un giorno e nel frattempo mi portano a far le lastre da sdraiato. In questo periodo mi fanno in flebo un po’ di tutto: antibiotici, antidolorifici ecc ecc…
Finalmente riesco a star seduto, devo mettere però un busto di tela che mi farà compagnia per quattro mesi. Il busto stringe tantissimo e fa mancare il fiato le prime volte. All’inizio riesco a star seduto solo una decina di minuti, sudo, sbianco e mi vien da svenire di brutto. Inizio a star seduto solo a colazione, pranzo e cena cercando di aumentare di volta in volta il tempo in cui riesco a starci.
Faccio una piccola divagazione. In questo periodo ho conosciuto una ragazza operata di scoliosi che stava nella stanza accanto. Aveva dovuto fare un secondo intervento per allungare l’impianto fino al bacino e per questo avevano dovuto rimuoverle una vite perché troppo corta per la nuova aggiunta. Le ho fatto una foto!
Madonna, pensare che ne ho dentro ventiquattro è pazzesco!
Dopo un altro paio di giorni devono portarmi a fare le lastre in piedi e mi alzano per la prima volta. E’ stato un flash! Ero altissimo, almeno cinque centimetri più di prima! Che figata! Inizio a camminare, all’inizio solo dieci passi e a letto poi sempre di più, finché ho conquistato il corridoio dell’ospedale
! Camminare le prime volte è difficilissimo, non riuscivo a piegare il collo ed ero tutto compresso nel busto. Mi girava la testa e avevo dolori alle gambe, era come se facessi fatica a coordinarle…
Alla fine mi dimettono e torno a casa in ambulanza. Dopo solo quattordici giorni di ospedale! Stavo ancora malissimo quando mi hanno dimesso e mi son stupito lo abbiano fatto. Ma mi han detto che fan con tutti così, che nessuno viene dimesso che sta bene, altrimenti bisognerebbe stare in ospedale due mesi!
Tornare a casa è stato bellissimo!!!!!!!!!!!!!!!! Buttarmi a letto incredibile, e sono finalmente riuscito a dormire volentieri più di un ora!
Queste erano le mie condizioni nelle prime settimane a casa
Allora che dire… a casa il tempo non passava più! Mi son guardato praticamente tutte le serie de “I Soprano”. Per fortuna avevo preso un monitor abbastanza grande, anche perché stavo principalmente sdraiato.
Appena arrivato a casa ho dovuto farmi cambiare la medicazione e disinfettare la ferita un giorno sì e l’altro no.
Per lavarmi ho dovuto fare a pezzi fino alla rimozione dei punti. Una rottura di balle infinita! Comunque toglierli è stato una figata e non fa assolutamente male. Sono andato nell’ospedale della mia città e nessuno dei medici aveva mai visto un’operazione simile. Sono rimasti tutti sbalorditi!
Una volta tolti le cose sono diventate più facili, riuscivo a muovermi meglio e a lavarmi. La prima doccia è stata un orgasmo!
Cercavo di stare seduto, in piedi e di camminare più tempo possibile.Ricordo che facevo un sacco di corridoi avanti e indietro. Poi pian pianino ho iniziato ad uscire sempre di più e più a lungo e avanti così fino a sentirmi sempre meglio.
Diciamo che il periodo più duro è stato il primo mese e mezzo da quando mi han dimesso. Ero sempre stanco avevo ancora tantissimi dolori, in particolare alla spalle ed al petto. Mi sembrava che un elefante mi fosse seduto addosso, e avevo tutti dei crampi alla gabbia toracica. Non riuscivo ne a ridere ne a tossire dal male. Da andar fuori di testa! Inoltre dormivo poco e non riuscivo a camminare ne star seduto per tanto tempo. I miglioramenti sono lenti e graduali che neanche te ne accorgi e mentalmente è massacrante perché ti sembra di non migliorare. Inoltre sentivo una rigidità assurda e non riuscivo a piegarmi neanche per mettermi i calzini. Avevo paura di rimanere così per sempre, che non sarei mai più riuscito a raccogliere niente da terra.
Come antidolorifico ho usato il Tachidol, l’ho preso per almeno un mese e mezzo una volta arrivato a casa. Due buste ogni sera prima di andare a dormire. Di notte mi svegliavo sempre minimo un paio di volte, con bruciori e strane sensazioni di tensione. Mi svegliavo, camminavo un po’ e provavo a ributtarmi giù.
E’ andata avanti così per un bel po’ fino alla seconda visita di controllo il quattro marzo 2013. Li mi han dato il via libera per la fisioterapia e mi han fatto togliere il busto. E’ cambiato tutto!
Comunque, in questo lasso di tempo ho fatto due visite di controllo: una a gennaio ed una a marzo. In queste visite ti fanno i raggi e ti chiedono un po’ come va. Niente di che.
Se dovete essere operati, per questo periodo vi consiglio di armarvi di molta molta molta pazienza e forza di volontà. Dovete cercare di superare dolori e paure e muovervi il più possibile. I miglioramenti sono lenti, ma solo così si riesce a stare meglio e rimettersi il prima possibile!
Evviva! Posso iniziare la fisioterapia!
Come ho già detto nell’ultima visita di controllo mi han fatto togliere il busto, e mi han dato il via libera per la fisioterapia. Non ho potuto togliere il busto subito, ma ho dovuto farlo gradualmente per più o meno una decina di giorni.
Togliere sto cavolo di busto è stranissimo, a me ha fatto un sacco di paura perché alla fine, anche se di tela, un po’ ti sostiene e sentirsi di colpo la schiena libera è stato troppo strano! Mi veniva da rimetterlo su perché avevo paura si rompesse tutto quanto, ma ho combattuto contro questa cosa e me ne sono liberato. Odio quel busto!
Per iniziare la fisioterapia ho sentito prima di tutto un medico fisiatra nell’ospedale della mia città, che mi ha programmato un mese di sedute con un fisioterapista da fare in ospedale.
Il fisioterapista (un grande), ha lavorato tanto sulla spalla destra, che mi faceva sempre parecchio male, e mi ha dato tutta una serie di esercizi con fasce elastiche da fare anche a casa. Erano degli esercizi principalmente di apertura per i muscoli dorsali e per le spalle. Li ho fatti fino al vomito! In questa fase è importantissima la costanza e il non prendere paura. Le prime volte che facevo gli esercizi mi tirava tutto ed istintivamente mi veniva da fare basta. Ma bisogna stringere i denti, fregarsene di quello che si sente e farli!!!! E’ l’unico modo se si vuole star bene.
Durante questo periodo facevo due-tre incontri settimanali e il resto esercizi a casa. Facevo gli esercizi mattina, pomeriggio e sera perché volevo davvero riprendermi il prima possibile ed al meglio.
Dopo questo mese mi è stato dato il via libera dal fisioterapista per iniziare nuoto! Sono andato nella piscina della mia città, ho spiegato la situazione e hanno deciso di farmi iniziare con della fisioterapia in acqua, seguita da un corso di nuoto per insegnarmi a praticare correttamente lo stile libero ed il dorso.
Mi facevano fare tutti degli esercizi di mobilità in acqua tipo super nonno. E’ stato un po’ imbarazzante all’inizio perché ero da solo e nelle vasche a fianco c’erano tanti ragazzi come me che nuotavano tranquilli. Vabbè, bisogna farlo e lo si fa! Poi dopo una ventina di giorni di questi esercizi ho iniziato il vero e proprio corso che è durato due settimane. A sì, durante questo periodo intanto continuavo a casa le fasce elastiche! Nel corso mi hanno corretto tanti errori che facevo nel nuotare e mi hanno insegnato ad essere bilanciato nello sforzo, a non caricare di più una o l’altra parte del corpo. Mi hanno permesso solo due stili di nuoto: stile libero e dorso. Non che gli altri non possa farli, ma questi sono quelli che caricano meno la colonna.
Intanto sempre fasce elastiche mattino, pomeriggio e sera.
Dopo questo mese e mezzo di nuoto, mi dicono che posso iniziare palestra e ad andare a nuotare per i cavoli miei quando voglio!
Smetto le fasce ed inizio palestra! E’ stata una liberazione. Veramente ormai mi veniva la nausea anche solo a vedere i colori di quelle stramaledette fasce!
Allora in palestra bisogna stare attenti ad andare stragraduali e ha fare esercizi che non carichino troppo la colonna. Quindi sì alle macchine e no ai pesi! Gli unici pesi che faccio sono per i bicipiti su panca inclinata. Ma più importante di tutto è la gradualità! All’inizio son partito con dei carichi da bambino, avrei potuto iniziare anche subito con più peso, ma è meglio fare, vedere come reagisce il corpo, e poi semmai caricare di più. Comunque da giugno che ho iniziato ad adesso (novembre) sono sempre andato tre volte a settimana, ed in tutto questo periodo ho saltato solo tre giorni! La costanza fa la differenza! Iniziando fisioterapia dovrete mettere in conto di dover essere costanti! Non ci sono santi che tengano. Se non siete costanti non serve a niente! Non prendete paura, non esagerate e procedete per gradi. I risultati faranno la differenza su chi ha saltato o passato in modo approssimativo questa fase.
La maggior parte delle persone che ho sentito, che ad un anno dall’intervento stanno ancora male o han dolori, sono così perché non hanno fatto una fisioterapia adeguata e costante.
(foto da bimbominkia)
Ecco qui alcune foto della differenza fra com’ero prima dell’operazione e dopo.
Queste sono le lastre, ho messo a fianco quelle del prima e del dopo:
Vi metto anche un po’ di foto…faccio ancora un po’ fatica a far vedere quelle dove sono piegato prima dell’intervento. Comunque appena ci riesco le metterò 
Madonna che ansia, queste le avevo fatte proprio la sera prima!
E queste sono quelle di adesso:
Devo dire che ne è valsa davvero la pena! Per tutto quanto.
La mia vita è totalmente cambiata, non ho più mal di schiena e posso fare tutto senza avere la minima preoccupazione. Posso stare in piedi quanto voglio, seduto e lavorare senza dolori. Per me è così strano andare a casa o smettere di fare qualcosa senza pensare alla schiena. Non volere star più seduto o in piedi perché sono stufo e non perché ho dolori. E’ bellissimo e già quasi non mi ricordo 
Ogni tanto magari mi capita di avere un po’ di tensione ma nulla rispetto a come stavo prima. La tensione non mi obbliga a buttarmi a letto o smettere di fare le cose che sto facendo.
La paura di perdere mobilità mi è passata del tutto, riesco a far ogni cosa dieci volte meglio di prima. Raccolgo le cose da terra, mi metto i calzini ecc ecc… ovviamente sì, ne ho persa un po’, ma se penso a quanto ero bloccato e a tutte le rinunce che dovevo fare prima, è davvero irrilevante!
Sono felicissimo di come sto esteticamente, non ho più paranoie ne vergogna, anzi sono fierissimo di tutto, sono fiero che la gente veda la mia cicatrice e la porto con orgoglio!
Volevo darvi qualche consiglio se anche voi dovete affrontare tutto questo.
Allora due o tre cose tecniche per l’ospedale. Shampoo secco e spazzolini usa e getta con collutorio. Salvano la vita!
Nel primo periodo dovrete stringere i denti, farvi passar sopra un sacco di paure e paranoie ed andare avanti. Se sentite scrocchiare la schiena, o insorgono dolori strani non preoccupatevi troppo… è normale. Vi consiglio di far star qualcuno con voi anche la notte per i primi giorni. Avrete un sacco di bisogno non potendovi muovere. Io avevo mia mamma, che ringrazio.
Nel periodo della fisioterapia, che considero il più importante, dovrete avere un sacco di costanza! Tantissima costanza! Non mollate mai un giorno, anche se sentite tirare i muscoli, siete stufi o vi viene da fare altro. Non rimandate una volta…
Non abbiate paura di parlare con chi vi sta a fianco, non chiudetevi e rendete partecipi gli altri delle vostre paure. Io mi son chiuso tanto in questo periodo e ho sbagliato. Vorrei ringraziare a proposito la mia ragazza, mi è stata tanto vicino e non smetterò mai di pensarla in tutto quello che è successo. Senza di lei le cose sarebbero state centomila volte più difficili! Ti ho pensato tantissimo e adesso non vedo l’ora di continuare e riiniziare tutto con te!

























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